Il Perdono

Questo è un post improvvisato,nel senso che andrò a braccio senza aver ben in mente dove andrò a finire,vediamo!

Stavo parlando con una mia amica e mi fa “parla del perdono sul blog“,al che io con il mio classico fare da finto sborone (che vuole nascondere ben altro) ho risposto “ma io non so perdonare” e lei ha aggiunto “nemmeno io”,però ora mi domando:

Quanti ne sono davvero in grado?

“Dio perdona,io no” è il titolo del primo celebre film della coppia Bud Spencer e Terence Hill,da questo titolo sono sorti tantissimi individui che usano la medesima frase un po’ per fare i fighi,ma quanto è difficile perdonare?

Tanto.

Tantissimo.

Penso che perdonare non sia una azione,quanto più una presa di coscienza,non si può decidere di punto in bianco di perdonare una persona,devi sentirlo,devi essere consapevole che perdonare significa,a volte,rinunciare ad alcune cose,prima su tutte l’aria spavalda da duro che “non perdona mai“.
Questa azione è talmente complessa (nonostante per molti sia un semplice contentino da dare alle persone per farle star zitte) che i bambini non riescono a comprendere fino ad una certa età,ci vuole maturità e umiltà,due caratteristiche rare persino negli adulti.

Nel momento che perdoniamo,ci mostriamo più deboli,per altri invece,più stupidi,perché gliela “lasciamo passare“,beh,fate notare a queste persone che una caratteristica principale del perdono è “la memoria“,non ci siamo dimenticati del torto subito,ma siamo andati oltre,perché? Maturità e carattere.

Perdonare è uno degli atti che considero più umani e umili che la nostra specie è in grado di fare,l’odio e il rancore sono una cosa bruttissima che nella maggior parte dei casi,rende la vita un inferno più per chi li prova che per chi ne è destinatario (spesso all’oscuro dei nostri sentimenti).

Se poi consideriamo vera la frase “Dio perdona” allora il perdono è una delle azioni che più ci avvicina a lui dopo l’amore.

Quindi torniamo all’inizio,sono in grado di perdonare?

Forse,anche se a volte mi sono imposto di non farlo,per non uscirne a pezzi come l’ultima volta,si perché io “lei“,l’avevo praticamente perdonata,non per chissà quale ragionamento,ma perché troppo accecato dai miei sentimenti,è stato giusto?

Non lo so,probabilmente ai suoi occhi sono passato per coglione,ma sapete che vi dico?

Sti cazzi.

Cari lettori,abbiate le palle di perdonare o perlomeno,provateci,non dimenticate di essere più umani,alla prossima!

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Post Onirico

Volevo fare un elenco delle cose che mi piacciono e quelle che non mi piacciono ma sarebbe risultato banale e inutile,quindi ogni tanto scriverò un post dedicato.

Oggi (20/01,si ho scritto questo post giorni fa) compie gli anni uno dei miei registi preferiti: David Lynch.

Ora direte,quindi rientra nelle cose che ti piacciono?

Si,anche,vedete,lui nei suoi film e nella sua serie tv (twin peaks) tratta principalmente storie misteriose e oniriche dove la realtà e il sogno/incubo si intrecciano continuamente,negli anni sono diventato letteralmente patito di questo tipo di cose misteriose e oniriche,tenterò di spiegarvi con alcuni esempi cosa significa e perché mi affascinano da morire.

Siccome l’ho appena citata,parliamo per un secondo di “Twin Peaks”,serie tv composta da 3 stagioni che inizia come giallo e rapidamente si evolve in una sorta di thriller sovrannaturale,già di per se è una serie molto particolare,1 anno fa vidi le ultime due puntate della seconda stagione dopo essermi sottoposto alla rimozione del dente del giudizio, sotto antidolorifici e in uno stato probabilmente più simile al “fatto” che normale,è stato mistico.

Si fa ridere anche a me,tranquilli.

Come detto in un precedente post,adoro il pittore René Magritte,questo artista è uno degli esponenti del Surrealismo, ovvero un movimento letterario e artistico che vuole esprimere una realtà superiore, fatta di irrazionale e di sogno e che vuole rivelare gli aspetti più profondi della mente (si,ho copiato la definizione da Wikipedia perché era più chiara).

I suoi dipinti sembrano scene uscite da un sogno da quanto sono strane e misteriose,in più lui aveva questo modo di rappresentare i soggetti umani con il volto coperto o assente che è anche il modo in cui molti di noi sognano le figure umane, è capitato anche a me qualche volta.

Il mio film preferito è Mulholand Drive,dove sogni e incubi si intrecciano continuamente con il reale,vale lo stesso per Inception,Vanilla sky e Eternal Sunshine of the spotless mind,questi film hanno come filo conduttore il tema dei sogni e del mistero della mente umana.

Parlando di libri (ed escludendo il mio amore per Tolkien) amo alla follia H.P Lovecraft che ha rivoluzionato la scrittura Horror aggiungendo quel pizzico di surreale e misterioso grazie a entità superiori come Chutulhu.

Una volta lessi un suo racconto mentre tornavo dall’università con il pullman delle 19,era buio pesto e solo le luci a neon del soffitto del mezzo illuminavano l’ambiente,avevo scelto di accompagnare la lettura con della musica spettrale,quelle che mettono nei film horror,è stata una lettura tra le più immersive della mia vita,arrivato a casa avevo paura pure della mia ombra.

Insomma,mi intriga ciò che è misterioso e oltre la realtà,quello che è strano e che sembra non appartenere alla vita di tutti i giorni,il lato piu oscuro della mente umana,questi piccoli mondi pieni di mistero e celati mi fanno impazzire.

Non so se sono stato chiaro,se la risposta è no,almeno avete letto due racconti strambi e apparentemente divertenti o spunti di prossime letture e film.

Alla prossima internauti,dal mondo onirico,per oggi,é tutto,sogni d’oro…

Pensieri random Pt.2

Durante la settimana non riesco a scrivere perché il lavoro mi occupa energie e tempo in un modo che riesco ancora difficilmente a gestire,quindi nel week end concentro la mia produzione scritta di modo da avere un minimo di attività per chi mi segue.

Questo pezzo di oggi sarà ancora composto da pensieri random che ogni tanto spuntano fuori nel caos calmo della mia mente.

L’insicurezza

Sono una persona insicura e timida,non si direbbe ma è così,ho pochissima fiducia in me stesso e nelle cose che faccio,mio papà mi “sgrida” spesso dicendomi che non dovrei essere così,ma a volte è più forte di me.

Non è che sono uno che ha paura pure di mettere il piede fuori di casa eh,semplicemente in alcune cose mi sottovaluto,tipo in tutte le cose che scrivo,ho sempre paura che siano brutte,che non piacciono e di non essere bravo,però tutte le volte che qualcuno mi dice che quello che scrivo è bello,mi sento al settimo cielo.

A volte avrei bisogno di qualcuno che mi dicesse “sei stato bravo” o cose così,è ridicolo,lo so,però in alcuni casi mi aiuta.

Confusione passeggera

Rispetto ai dubbi che avevo settimane fa,è un periodo bello,avevo paura dell’inizio del tirocinio e di aver poco tempo,invece ora sono quasi contento di tornare al lavoro,si conoscono tantissime persone e cose,non ci si annoia mai e di corre a marce spedite.

Ci sono dei momenti di debolezza a volte,momenti in cui vorrei dirti quanto mi manchi,quanto nonostante tutto vorrei riaverti qui come una volta a guardare un film insieme,però poi mi fermo e penso.

Sono uno che pensa tanto,non avete idea,mi metto a guardare la cosa da fuori e mi ritrovo a capire che non rivoglio lei,mi mancano i momenti e non la persona,quindi fanculo.

Stasera c’è una luna pazzesca,una spolverata di nuvole che la coprono a tratti e il cielo illuminato,davvero è qualcosa di spettacolare.

Mi mancano i viaggi in treno.

È assurdo per alcuni sentire questa cosa,ma a me piacciono,il treno è un piccolo mondo a cui sono abituato da una vita,cuffiette,sguardo fisso verso il finestrino e si vola.

Per andare al lavoro uso la macchina,è una cosa totalmente diversa,metto il cd nel lettore (per l’occasione mi sono attrezzato di una ventina di cd in un apposito raccoglitore) e guido,da solo e con lo sguardo attento alla strada.

Piano piano sto imparando ad apprezzare questi viaggi,sono carini.

Niente poesie questa volta,non sono ispirato.

Alla prossima internauti!

Attesa

Le cose belle non vanno cercate,devono accadere all’improvviso, a volte però a furia di aspettare ci si rompe il cazzo.

L’attesa di un qualcosa o peggio,di qualcuno,è snervante,non arriva mai.

La cosa peggiore è quando non arriva quello che ti aspetti e allora lo cerchi.

Okay forse sono troppo vago,no,non sto parlando dei pacchi di Amazon,sto parlando di una lei,o di un lui,dipende da chi sta leggendo.

A volte mi capita di sentire di persone che vanno alla ricerca,non aspettano e passano da un bersaglio all’altro,come dei cacciatori in cerca di prede,non dico che sia sbagliato,ognuno fa come vuole,però trovo che ci sia un qualcosa di magico quando avviene tutto per caso,un’incontro casuale ad esempio,ovvio,non per forza i colpi di fulmine,però spontaneamente.

Le mie due ex ragazze le ho incontrate per caso,entrambe in momenti totalmente inaspettati,in entrambi i casi abbiamo cominciato a parlare e poi è andata bene,fino a che non sono arrivati altri o “i cacciatori” ,se così vogliamo definirli, e tutto è finito.

Non sono qui per parlare delle mie storie sentimentali,voglio solo darvi un consiglio: non siate il cacciatore.

Siate spensierati e attendete la vostra opportunità,prima o poi arrivano per tutti e non importa la fine,importa il percorso e viverlo nel modo corretto,le persone giuste arrivano a chi sa aspettare,il detto “chi cerca,trova” è una puttanata per tenere buoni i bambini.

Quindi è vero,ci si rompe il cazzo,si piange,si urla e si diventa nervosi,ma pazienza,tanta pazienza e la ruota girerà anche per voi.

Non riuscite ad attendere?

Aprite gli occhi,osservate,ascoltate,le persone migliori non danno nell’occhio, ma sono una meraviglia da scoprire.

Verdura

Questa canzone è come una carezza in un momento difficile: perfetta,inaspettata e piacevole.
La aspettavo,alle 00.00 ero su spotify per non perdermela,ora sono le 00.43,ho sonno,dovrei dormire,domani lavoro, ma è troppo bella. Sembra scritta per me,è assurdo, quante volte ci si ritrova in una canzone e subito la si impara a memoria?
Ora davvero finisco di ascoltarla e dormo,però tengo il post in sospeso perché voglio parlarne a mente fredda.
“Ma chi l’avrebbe mai detto Che mi sarei trovato qua
Prima di andare a letto In questa stupida grandissima città
A pensare che forse La tua assenza mi dà conforto Più della presenza del resto del mondo.”
Già dalla prima strofa è stato amore,l’ipotetico protagonista è uscito da una relazione e sta bene,cazzo, è stranissimo in una canzone,di solito la maggior parte parlano di tristezza per una rottura,della felicità di sentirsi amati,cose così,invece “Verdura” no,sapere dell’assenza dell’altro lo fa stare bene,è confortevole.
“Vorrei nuotare ma tu hai prosciugato i mari
Vorrei volare via ma tu mi hai tagliato le ali
I sorrisi migliori, li hai dati a degli stron*i”
Anche qui si nota come la precedente relazione del nostro “Pinguino” sia stata più nociva che altro,invece che sentirsi migliorato dall’amore,è accaduto l’opposto, si è quasi rovinato.
“Siamo la fine del mondo di domenica mattina
Siamo una cena a lume di candela fra due taniche di benzina
Da quando sei partita
Io non ho più paura
E riesco a ridere pure quando mangio la verdura.”
Il ritornello,bello sia se viene sussurrato,sia se lo si urla in macchina la mattina come nel mio caso,il protagonista ci fa capire come una relazione può essere bella,ma rischiosa come cenare al lume di candela vicino a della benzina e ribadisce la sua spensieratezza.
“Sono sopra il mio letto
Con le tue ossa che hai dimenticato qui
Faccio uno scacciapensieri
E sulla porta lo metterò
Mi avvertirà quando il ricordo che ho di te cerca di entrare
Ed io non aprirò.”
Penso sia la mia strofa preferita,tutti ci sentiamo così prima o poi ,soli e con la mancanza di qualcuno,magari proprio quel qualcuno che ci ha fatto del male,ma alla quale noi abbiamo tanto,ecco,dobbiamo sempre ricordarci di tutti quei motivi per cui non dovremo scrivere quel “mi manchi da morire” che a volte sembra essere la cosa più difficile da tenersi dentro,deve rimanere fuori dalla porta.
Siamo la fine del mondo Siamo la fine del mondo Siamo la fine del mondo Siamo la fine del mondo Che cosa siamo noi? Siamo la fine del mondo Che cosa siamo noi? Siamo la fine del mondo Che cosa siamo noi? Siamo la fine del mondo Che cosa siamo noi?!
Pezzo assolutamente da urlare a squarciagola ad un concerto,spero di farlo prima o poi.
Che poi ora in uno dei tantissimi lampi di idee che ho durante la giornata pensavo,non deve essere per forza così per tutti,ci sono storie che finiscono perché non si è pronti,perché uno dei due non è maturo oppure semplicemente perché ormai non ci si piace più. Altri invece riescono a rimettere su la baracca dopo aver capito i rispettivi errori,insomma,rimango dell’idea che se ci si mette cuore anche in queste cose,non si è mai in torto,poi se va male si vede che doveva andare così.
“Avevi Richie Cunningham e hai preferito Fonzie
Ma alla fine va bene
Alla fine vai scialla
Si sopravvive a tutto
Ascoltando Lucio Dalla.”
Dai su, quante volte,quante volte non vi hanno scelto, quante volte hanno preferito quello più bello, più palestrato, quante volte avete detto “massi fa niente” mentendo, sapendo di mentire, pure a voi stessi?
Quando hanno annunciato l’album “Fuori dall’hype” i “Pinguini Tattici Nucleari” lo avevano descritto con una frase:
“Perchè essere fuori dall’hype è la nostra vita.
Ultimi da bambini a essere scelti per palla prigioniera.
Ultimi a dare il primo bacio.
Eterni indecisi, ansiosi perenni, quelli che vanno in discoteca perché pensano “dai oggi ci provo” e poi stanno tutta la sera in un angolo a pensare a qualche battuta delle follie dell’imperatore.
Noi facciamo musica  non per essere i più grossi, i più attesi, quelli che vendono più dischi.
Facciamo musica per dire a tutti gli altri scelti per ultimi  a palla prigioniera:
Va bene così.”
Incredibile quante cose possano venir fuori da una canzone eh?
Credo basti così,attendo con trepidazione l’album,intanto inganno l’attesa con il loop di questo singolo.

Diario di bordo di uno stagista

Come accennato nello scorso post,oggi inizia la rubrica “diario di bordo” incentrata sulle mie (dis)avventure al tirocinio in televisione.

I primi due giorni sono stati probabilmente tra i più pieni,un costante flusso di informazioni e direttive che ho dovuto assimilare in più fretta possibile tra nuovi termini e nomi da ricordare.

La cosa più bella del tirocinio è sicuramente la scrivania personale dotata di computer fisso,che bello è poter dire “sono alla mia scrivania”? Non altrettanto bello è stato riordinarla,piena di polvere,vecchi giornali datati 2017 e calendari dell’anno,udite udite,2010! Magiche le scrivanie cantine della redazione.

Il mio programma è all’ora di pranzo quindi c’è sempre ospite un cuoco che prepara un piatto dolce o salato,vi lascio immaginare gli sforzi per mantenere un minimo di dieta,il primo giorno hanno fatto le lasagne radicchio e taleggio,oggi i dolci di carnevale,è come avere un cuoco personale,il paradiso.

Un cuoco il secondo giorno ha portato il suo bassotto in una borsa apposita che ha tenuto dietro il bancone dove cucinava durante tutta la puntata,il cane ha dormito senza fare un minimo abbaio.

I due presentatori sono sbadati a volte,lunedì uno dei due ha dimenticato la cartella con la scaletta della puntata sulla sua scrivania (nonostante fosse pronta davanti ai suoi occhi da 2 ore,davanti al pc),durante la puntata mi dice con il labiale:

“mi manca la cartelletta”.

Panico.

Ora immaginate,in diretta deve essere tutto perfetto,al primo problema mi autoattribuisco la colpa (perché sono nuovo e perché sono stupido di natura),quindi:

esco dallo studio,comincio a correre lungo il corridoio che porta alle scale,salgo a due gradini alla volta,rischiando di inciampare e rotolare rovinosamente giù,arrivo alla alla scrivania del presentatore,rovvisto tra le carte e cianfrusaglie e trovo la cartella.

Piccola parentesi,sopra le scale c’è il piano della redazione con tutte le scrivanie dei giornalisti (tra cui la mia e dei presentatori) e gli uffici privati,quando mi hanno visto correre su si sono messi a ridere un secondo,ormai sono abituati alle miei incursioni folli.

Tornando a noi,corro giù con la cartella ed entro in studio con l’idea di appoggiarla sul tavolo appena la telecamera non avesse smesso di riprendere quel punto,però il cameran mi ferma e mi dice:

“Aspetta,gliela porti in diretta che ti presentano al pubblico”

Con il fiatone e disorientato mi parte un “COSA?!” rigorosamente a bassavoce perché non si può parlare in studio durante la diretta se non a bassa voce.

Non faccio nemmeno in tempo a riprendere fiato che sento i due presentatori dire:

“L’abbiamo detto,lo avete aspettato,è con noi Lorenzo,il nostro stagista!”

Qualcuno mi da una pacca sulla schiena per farmi partire,credo sempre il cameraman,entro,consegno la cartella e visibilmente agitato saluto in telecamera e me ne vado.

Non so se sia stato più difficile non essere in imbarazzo o nascondere il fiatone per la corsa appena terminata.

Ed è così che è andata la mia prima comparsa in televisione.

Ora parliamo di cose tecnologiche: sulla mia scrivania c’è un computer fisso veramente comodo con cui praticamente svolgo il 90% del lavoro ma il mio vero amore tecnologico è lei,la stampante e sapete perché? Molto semplice,è costantemente collegata Wi-Fi a tutto l’ufficio,tutti la usano,però da 2 giorni si inceppa continuamente senza apparente motivo.

Bello? SI,sopratutto quando per fare 3 fotocopie ci metti 10 minuti.

Il resto della settimana e stato un susseguirsi di telefonate per fissare gli ospiti,scalette,fotocopie e programmi da apprendere.

Riassumere il tirocinio con una frase?

Mi sento la protagonista del diavolo veste Prada.

Al prossimo diario di bordo internauti!

Spirali di fumo e racconti di gioventù

“Il carattere dell’altro lo impariamo a conoscere con il tempo,anche se ognuno ha i suoi lati oscuri, bisognerebbe accettare l’altro anche con le sue fragilità e problemi, perché ogni testa è un mondo”

Cit la nonna.

Prima settimana di tirocinio,ho già fatto giovedì e venerdì della settimana scorsa,le mattinate scorrono caotiche, ma tutto sommato mi diverto,sto anche raccogliendo eventi da raccontare perché voglio creare una nuova rubrica su questo lavoro,una sorta di “diario di bordo”.

Oggi sono tornato a casa alle 17,sono molto stanco perché la giornata lavorativa è stata pesantuccia,forse non ne avevo parlato,ma occasionalmente mi diletto a fumare la pipa, all’aperto perché in casa non se ne parla,tuttavia sul pianerottolo vicino abita mia nonna che adora l’odore del tabacco,quindi rientrato in casa mi sono attrezzato di tutto l’occorrente e sono andato a trovarla,mi sono seduto sulla poltrona in quella che una volta era la camera di mia mamma e dei suoi fratelli,con mia nonna sul divano davanti a me, ci siamo fatti una lunga chiacchierata delle nostre.

Il “momento pipa” con lei è sacro, ascolto le sue storie di quando era giovane e io le racconto la mia giornata,mi piace perché riesce sempre a tirar fuori dei consigli e delle perle veramente dolci e belle che solo una nonna sa donarti,lei è l’unica che mi è rimasta in quanto i genitori di mio papà sono andati in cielo da un bel po’ di tempo e il papà di mia mamma è stato il primo ad andarsene quando ancora ero alle elementari,quindi lei è speciale e ci sono molto legato.

I nonni sono probabilmente i parenti che ti donano più amore di tutti,in alcuni casi anche più dei genitori stessi,lo fanno perché sanno che probabilmente non saranno sempre lì a vederti crescere,sanno che il tempo che hanno con te è molto limitato rispetto a quello che hanno gli altri,quindi ti donano tutto loro stessi.

Oggi mi ha raccontato di quando era giovane e ha visto tanti amici che avevano una relazione lasciarsi perché sono andati a convivere senza conoscersi del tutto o hanno bruciato le tappe troppo presto,addirittura mi ha raccontato di una sua amica che ha sempre avuto un tira e molla con un amico per anni e quando hanno capito di amarsi,si sono sposati.

Ha ribadito che è molto importante conoscere l’altro,l’intimità è la cosa più difficile da costruire e non serve sposarsi per riuscire a creare un bel rapporto anche se molti non lo capiscono e credono che una volta fatto il matrimonio sia tutto pronto e al suo posto.

Oggi ha trovato spazio per ascoltarmi,mi ha chiesto come stavo e come andava il lavoro,non si perde una puntata del programma dove lavoro anche se non compaio mai!

Non invade mai i miei spazi come fanno molti nonni con la classica domanda “e la fidanzatina?”,sa che se ho qualcuno glielo dico,dopo l’ultima volta ci vado con i piedi di piombo perché quando aveva saputo com’era andata a finire ci era rimasta male.

Non è invasiva,non chiede mai niente ed è sempre disponibile ad ascoltare,per me che sono riservato è semplicemente perfetta.

Questo post lo voglio dedicare (anche se non sono così famoso da fare dediche) a tutti i nonni del mondo,sia quelli che ci stanno vicino, sia quelli che ci guardano da lassù.

Alla prossima internauti!